Papàrine 'nfucate

Paparine ffucare, paparine cruffulate, paaprine fritte.

Fonte immagine: Carlo MazzottaFonte immagine: Carlo Mazzotta
Con il termine “papàrine”, in provincia di Lecce, si indicano le piante di rosolaccio o papavero rosso (Papaver rhoeas L.) (fig. 1). La pietanza consiste in rosolacci stufati con olive. Questa infestante è molto comune nelle colture di cereali e viene raccolta dall’autunno sino all’inizio della primavera, quando cioè le piante si trovano ancora allo stadio di rosette di foglie basali tenere. In alcuni paesi si ritiene indispensabile mescolare i rosolacci con un’altra specie spontanea, il lapazio (o “lapazzo”) o romice acetosa (Rumex acetosa L. subsp. acetosa). Tale consuetudine di unire le due specie viene attestata dall’antico detto di molti paesi del leccese che cita: «Ti la paparina cce mi nni fazzu, ci no ttegnu lu lapàzzu?» («Cosa me ne faccio della paparina se non ho il lapazio?»).

Aspetti nutrizionali

Valore energetico: 162 kcal
Valori in grammi (g) per 100 g di parte edibile

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Bibliografia